Il successo di un ristorante è paragonabile a quello di un orologio. Funziona solo se ogni ingranaggio va al massimo. Il collegamento tra sala e cucina è fondamentale in tal senso. Il successo, quindi, passa anche attraverso la figura del caposala. Roberto Gervasio è caposala nei ristoranti di Café Teatro da più di un decennio. Chi meglio di lui per spiegarci i segreti di questo lavoro.

Iniziamo, presentati e raccontaci brevemente la tua carriera e le tue esperienze professionali

Ciao, sono Roberto, ho una laurea in tecnica pubblicitaria e un master in Marketing. La mia esperienza da cameriere comincia nel 1996. Vivendo sul Gargano in provincia di Foggia, quello della ristorazione è il settore che maggiormente offre possibilità di lavoro durante il periodo estivo. Così ho passato le mie estati lavorando in un villaggio turistico a Vieste. Dopo alcune esperienze all’estero, rientro in Italia e mi dedico a tutt’altro, ma lo stile di vita e la passione per quella che è stata la mia prima esperienza professionale, non svaniscono. Mollo tutto e mi rimetto in pista, ricomincia la vita nel mondo della ristorazione.

Come sei entrato a far parte di Café Teatro?

Anno 2005. Sono a Perugia all’università e decido di cambiare meta, non più estati garganiche, ma cerco qualcosa di diverso. Navigando sul web, trovo la Café Teatro e dopo un colloquio a Bologna e uno stage nei pressi del lago di Garda entro a far parte di questa nuova realtà aziendale.

Quali sono le caratteristiche che deve avere un Caposala ?

Un caposala deve innanzi tutto avere passione per il proprio lavoro. Essere a contatto tutti i giorni e per tutto il giorno con clienti e staff non è un qualcosa che può essere affrontata serenamente se non si ha passione per quello che si fa. Fondamentale è avere “l’occhio”, ovvero essere presenti su tutto il contesto, in tutta la sala e notare ciò che serve in ogni momento, imparando a dare priorità a determinate cose rispetto ad altre.
Infine, ma non meno importante, bisogna avere rispetto e stima dei propri colleghi, dei propri sottoposti, considerandoli tali solo per una questione di gerarchia lavorativa.

Quali sono le responsabilità che ti vengono affidate durante il lavoro?

Come caposala devo controllare in primis, che ogni cameriere svolga correttamente il proprio compito e segua nel giusto modo il rango assegnatogli. Sincerarmi, spesso e volentieri, che ogni cliente sia soddisfatto di quello che ha ordinato e del servizio in genere ed eventualmente gestire ogni sorta di lamentela. È d’obbligo, per un buon caposala, confrontarsi con lo chef continuamente, affinché si crei una forte sinergia tra sala e cucina.

C’è un episodio legato al tuo lavoro che ti ricordi particolarmente perché ti ha dato grande soddisfazione?

Una cosa che ricordo con allegria, quando nei primi mesi del 2006, mi sentii con Café Teatro e il mio responsabile mi propose di diventare caposala. Beh, non nascondo, che solo dopo appena un anno, o meglio una stagione estiva da cameriere per loro, quella proposta fu per me una bella soddisfazione. Comunque, ogni qualvolta, clienti fidelizzati o nuovi, mi fanno dei complimenti sia per l’organizzazione sia per la bravura di tutta la squadra, è una grande soddisfazione.

Che suggerimenti daresti a un ragazzo o a una ragazza che stanno pensando di entrare nel team di Café Teatro?

Motivazione e curiosità per il lavoro che si svolge. Se si ha il giusto atteggiamento positivo e propositivo, posso dire che in quest’azienda si può crescere e si possono avere soddisfazioni sotto tutti i profili. È chiaro, ci vuole tempo per tutto, ma con determinazione e voglia di fare si possono raggiungere grandi risultati. Per cui vi consiglio di compilare il form online oppure di mandare il vostro curriculum all’indirizzo job@cafeteatro.eu.